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Il sito, curato dal Dr Gaspare Costa, si propone di descrivere, in maniera divulgativa, i principali Disturbi Psicopatologici che hanno un impatto rivelevante sulla salute psichica e, dunque, sulla qualità della vita delle persone. Oltre ai disturbi classici, come i Disturbi d’Ansia ( ha cui ho dedicato un sito specifico www.attacchidipanico-ansia.it), i Disturbi dell’ Umore, i Disturbi dell’Alimentazione etc., il sito, ormai da circa sette anni, si propone di mettere in evidenza le cosidette “Addiction”, ovvero dipendenze senza uso di sostanza, il cui impatto negativo sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti coinvolgento un target sempre più trasversale (anziani, donne, bambini).
Tadalista è diventata la principale alternativa al Cialis contenente diverse dosi di Tadalafil. In Italia è possibile acquistare Tadalista 20 mg online o nelle farmacie locali.
Rientrano in queste forme di problematiche:
  1. La Dipendenza da Smartfhone che assume specifiche peculiarità nelle persone predisposte come preferire la comunicazione telefonica all’interazione dal “vivo”, uso compulsivo del telefono, tendenza ad utilizzare il cellulare come strumento consolatorio (una specie di ansiolitico che permette di rassicurarsi dinnanzi ad eventi percepiti come minacciosi), scarsa tolleranza per le separazioni, scarsa capacità di sopportare la solitudine e l’incertezza, bisogno di controllare gli altri significativi attraverso frequenti chiamate, scarsa spontaneità, tendenza a preferire le relazioni virtuali alle relazioni concrete (Leggi tutto).
  2. La Dipendenza da Internet, nelle diverse tipologie in cui puo manifestarsi, spesso causa una seria compromissione della sfera sociale, psicologica, lavorativa, e affettiva dell’individuo. L’area relazionale-affettiva, proprio per la “concorrenza” del mondo virtuale di internet, è quella a maggior rischio nelle condotte di abuso visto che le molte ore trascorse a “navigare” vengono inevitabilmente sottratte ai propri cari (partner, figli, genitori, amici etc.) e investite in relazioni virtuali (si pensi alle chat o ai forum) in cui è possibile alterare la propria identità, il proprio status, la propria condizione economica o affettiva, con il reale rischio di perdere il contatto con la realtà.
  3. Dipendenza da Videogiochi la quale, come tutte le dipendenze, comporta fenomeni di tolleranza ed astinenza, ovvero il soggetto e costretto ad aumentare progressivamente le “dosi” di tempo passato a giocare per ottenere il livello di eccitazione desiderato mentre l’astinenza comporta una serie di sintomi psico-fisici (irrequietezza, agitazione, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e dell’umore, pensieri ossessivi riferiti ai videogiochi ecc..) che si manifestano quando il soggetto è impossibilitato a giocare.
  4. Dipendenza da Gratta e Vinci, ampiamente pubblicizzati e diffusi, complice la crisi economica, ha rappresentato un esca per milioni di persone che, inconsapevolmente, sono passati dal “tentare la fortuna ogni tanto” a forme di dipendenza più o meno grave compromettendo seriamente la propria sfera finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica. Ormai è abbastanza frequente vedere scene, nei vari esercizi commerciali, in cui anziani, pensionati, casalinghe, studenti, operai grattano compulsivamente decine di cartelle alla ricerca del colpo di fortuna in una drammatica “rincorsa alla perdita” i cui effetti, a livello finanziario e clinico (sensi di colpa, autocommiserazione, depressione, rabbia) lasciano effetti sempre più marcati e distruttivi.
Sul sito potete trovare altre forme di Addiction, sperando che sia di vostro gradimento vi auguro buona navigazione.

Dipendenza Affettiva

La dipendenza affettiva è un quadro psicopatologico  in cui  il “rapporto d’amore” è vissuto come condizione stessa della propria esistenza. Gli individui affetti da dipendenza affettiva vedono nell’altro la fonte di ogni benessere e, pur di mantenere e non rischiare di perdere l’oggetto amato sono disposti a sacrificare qualsiasi bisogno o desiderio personale fino al punto di annullare il proprio Sé. L’importanza attribuita all’oggetto d’amore spinge dipendente affettivo  a preservare il rapporto “sentimentale” a tutti costi  fino ad assumere un atteggiamento di assoluta “dedizione” adoperandosi affinché  i bisogni e i desideri dell’altro vengano soddisfatti.  Questo atteggiamento è spiegato dal fatto che nella dipendenza affettiva la persona vive costantemente nel terrore di poter  perdere la persona amata, evento considerato  insopportabile  e inconciliabile con il prosieguo della propria vita. Si parla appunto di dipendenza affettiva ( o dipendenza affettive) per sottolineare il fatto che, proprio come per  le dipendenze da sostanze ( ad es., droga o alcol), il soggetto non può rinunciare, pena “la crisi d’astinenza”, all’oggetto amato ma  anzi ,con il passare del tempo, richiede “dosi” di presenza o vicinanza sempre maggiori.  Secondo Giddensla dipendenza affettiva presenta le seguenti caratteristiche:

  • L’Ebbrezza. Ovvero,  il soggetto dipendente tende a star bene solo quando è in presenza della persona amata;

  • La Dose. Il dipendente affettivo tende ad aumentare le “dosi” di presenza/vicinanza della persona amata;

  • La Perdita dell’Io. Il dipendente aspira ad uno stato di “fusione” con l’amato che può compromettere le capacità critiche e l’esame di realtà della persona.

Da queste caratteristiche si evince una grande differenza tra l’amore sano e la dipendenza affettiva: nell’amore sano il desiderio di fusione con l’altro, l’idealizzazione, il desiderio di stare continuamente con la persona amata, l’ansia di separazione, l’”ossessione” per l’altro, le manifestazioni somatiche (batticuore, rossore, eccitazione) sono normali nella prima fase, ovvero nell’innamoramento, e tendono con il tempo a ridursi d’intensità fino ad essere sostituiti da forme più “mature” e reciproche di manifestazioni affettive come il rispetto, la stima, il volere il bene dell’altro; in altre parole, nell’amore sano i partner, citando Bowlby, assumono il ruolo di “base sicura” in cui entrambi, nella piena autonomia, possono rifornirsi di affetto e sicurezza. Nella dipendenza affettiva questo percorso non viene completato tanto che l’individuo vive un perenne desiderio di fusione con l’altro; accanto a questo aspetto centrale si possono osservare altre caratteriste  tipiche dell’amore dipendente:

  • E’ ossessivo. Il “dipendente affettivo” è ossessionato dall’idea del partner e dal timore che egli lo possa abbandonare. Il partner diventa il “chiodo fisso” fino al punto di non riuscire a pensare ad altro (può trascurare la quotidianità, il lavoro, i figli ecc..).

  •  Evita i rischi di cambiamento. L’individuo dipendente evita ad ogni costo il cambiamento poiché questo potrebbe mettere a rischio il “rapporto”, e considerando che il rischio è rappresentato dall’abbandono,  rinuncia ad ogni interesse e crescita personale (spesso anche professionale) “sacrificandosi” per il bene dell’altro. La stagnazione del rapporto spesso sortisce gli effetti opposti di quelli sperati poiché l’amore per definizione è un processo dinamico che si nutre dei cambiamenti e della crescita personale.

  • Manca di vera intimità.   Lo stato di continua tensione, l’ansia di poter perdere il partner, il terrore dell’abbandono, la possessività, paradossalmente impediscono al dipendente affettivo di vivere uno stato di vera intimità  e genuinità con l’altro.

  • È parassitario. Il dipendente affettivo, proprio come un parassita che  vive  grazie al  “nutrimento” del organismo che lo ospita, si mette nella condizione di dipendere dell’altro  per sentirsi vivo; egli rinuncia alle proprie aspettative, interessi e bisogni e fa propri i bisogni e i desideri dell’altro come se si dicesse “se muore (ovvero mi abbandona) l’organismo che mi ospita muoio anch’io”.

  • Richiede l’assoluta devozione dell’amato. Al dipendente affettivo non basta pensare all’altro ma richiede continuamente, con il fine di rassicurarsi circa la stabilità del rapporto, continue prove d’amore. Questo atteggiamento con il tempo “stressa” il partner che, al fine di  salvaguardare la propria autonomia,  può “trascurare” gli infiniti bisogni di conferma del dipendente con il risultato che questi, non sentendosi rassicurato, aumenterà ancora di più le richieste di prove d’amore creando un circolo vizioso che si autoalimenta.

  • È manipolativo e Iperpossessivo. Come naturale conseguenza il dipendente affettivo esaspera, al fine di ottenere  il  bisogno di sicurezza emotiva di cui necessità,  gli atteggiamenti di possessività e controllo cercando di “ spiare” non solo i comportamenti  ma anche i pensieri del partner. Anche la manipolazione diventa  una strategia funzionale al bisogno di sicurezza (i ricatti affettivi possono essere frequenti  come pure gesti auto lesivi o minacce di suicidio).

Secondo, D. Miller ( 1994) la Dipendenza Affettiva  colpisce nella stragrande maggioranza dei casi, superiore al 90%,  donne di diverse fasce di età dalle più giovani  alle donne mature. Queste donne vivono, come già descritto in precedenza, le relazioni amorose alla ricerca di uno  stato di fusione con il partner per il quale sono disposte a sacrificare tutti i loro interessi personali, desideri, aspettative, crescita personale e professionale, fino al punto di annullare se stesse a vantaggio dell’altro. Le aspirazioni personali vengono “rinnegate” a favore di quelle del partner il cui “amore”, interesse, affetto e sicurezza affettiva vengono considerati di vitale importanza per la propria esistenza. Queste donne passano la loro vita a mendicare l’“affetto”del’altro che idealizzano come proiezione del proprio Sé  a cui cercano di dare valore, per sopprimere i sentimenti di inadeguatezza, vuoto, impotenza, scarsa autostima, non amabilità che si trovano a  fronteggiare. La Dipendenza d’Amore  trova le  radici nell’infanzia di queste donne i cui bisogni d’amore, affetto ed accudimento sono stati frustrati; nella relazione con le figure significative il bambino impara, attraverso le cure e la sensibilità dell’altro, che egli “è una persona degna d’amore”, è questo sentimento, che in genere lo accompagna  per tutta la vita, che nutre l’amor proprio e la fiducia verso se stessi e gli altri.

Le donne che sviluppano la Dipendenza Affettiva non hanno introiettato questo sentimento ma, al contrario, si sono convinte “che i loro bisogni non contano” o che “ non sono degne di essere amate”.Come sottolinea J.L. Herman (1992),  molte di queste donne hanno una storia infantile di maltrattamenti fisici e psicologici, spesso sono state vittime di abusi sessuali o molestie, o comunque i loro bisogni sono stati negati o frustrati. Da adulte, queste donne tendono a negare i propri bisogni, presentano una bassa autostima, sentimenti di vergogna ed umiliazione,la loro identità appare labile (necessitando dell’altro per essere consolidata). In riferimento ai possibili traumi subiti (abusi sessuali o violenze fisiche e/o psicologiche) alcuni autori, come D. Miller, hanno ipotizzato un paragone tra Dipendenza Affettiva e Disturbo Post Traumatico da Stress che presenta un quadro sintomatologico  caratterizzato da: dissociazione, panico, disturbi del sonno, irritabilità, perdita di concentrazione, flash back, istinto a fuggire ecc. E’ molto probabile che nell’eziologia della  Dipendenza Affettiva partecipano diverse concause: come lo stile di attaccamento e i modelli operativi interni che si sviluppano nell’infanzia e regolano lo stile e le caratteristiche con un cui una persona si relaziona agli altri (Sicuro, Evitante, ambivalente, Disorganizzato), l’influenza culturale che nel recente passato ha relegato le donne a ruoli subordinati e passivi, infine la nuova sociologia della famiglia che, rispetto alle famiglie tradizionali stabili e coese, presenta legami sempre più  ambigui ed instabili.